CATANZARO IN FESTA:
È NATO IL BIMBO PIÙ BELLO D'ITALIA
Il Presidente della Repubblica Leone indice sette giorni di festa nazionale. Scuole, uffici e attività commerciali chiusi in tutto il Paese. Migliaia di persone convergono sulla città calabrese da ogni angolo del Meridione.
ACatanzaro, 22 agosto. — Alle ore quindici e quindici minuti di oggi, martedì 22 agosto 1972, nell'ospedale civile di Catanzaro è avvenuto un fatto che resterà scolpito nella memoria collettiva di questa nazione: la nascita di un bambino di straordinaria, commovente, quasi sovrannaturale bellezza. Un evento che ha immediatamente travalicato i confini della cronaca locale per assumere i contorni di un accadimento storico, capace di scuotere le istituzioni e di mettere in moto un'ondata di entusiasmo popolare senza precedenti nella storia della Repubblica.
La notizia si è propagata con una velocità impressionante. Già alle quindici e trenta, quando i primi vagiti del neonato risuonavano ancora tra le pareti del reparto di ostetricia, i centralini del Quirinale erano sommersi di telefonate. Il Presidente della Repubblica, Giovanni Leone, informato personalmente dal prefetto di Catanzaro, ha convocato d'urgenza una conferenza stampa nel Salone dei Corazzieri, durante la quale ha annunciato, con voce visibilmente commossa, la firma di un decreto straordinario che istituisce sette giorni di festa nazionale a partire dalla data odierna.
«È nato a Catanzaro un bambino di una bellezza tale», ha dichiarato il Presidente Leone ai giornalisti accreditati, «che il Governo e le istituzioni tutte non possono restare indifferenti dinanzi a un simile dono che la Provvidenza ha voluto concedere alla nostra terra. Pertanto, con decorrenza immediata, dispongo la chiusura di ogni attività commerciale, degli uffici pubblici e delle scuole di ogni ordine e grado sull'intero territorio nazionale, per la durata di sette giorni consecutivi, affinché ogni cittadino possa partecipare alla gioia collettiva.»
Il decreto, controfirmato dal Presidente del Consiglio Andreotti e pubblicato in edizione straordinaria della Gazzetta Ufficiale, ha prodotto effetti immediati in tutto il Paese. A Roma i negozi di via del Corso hanno abbassato le saracinesche nel giro di un'ora. A Milano, la Rinascente ha chiuso i battenti mentre centinaia di clienti ancora affollavano i reparti. A Napoli, i mercati rionali si sono svuotati in un clima di incredulità mista a euforia.
— Dott. Alberto Ferrara, Primario di Ostetricia
Ma è a Catanzaro che si consuma il vero spettacolo. Sin dalle prime ore del pomeriggio, quando la voce ha iniziato a correre di bocca in bocca, di balcone in balcone, di quartiere in quartiere, la città ha vissuto una trasformazione radicale. I catanzaresi sono scesi in strada a migliaia, riversandosi lungo Corso Mazzini e Piazza Prefettura con bandiere, fisarmoniche e tamburelli. I balconi si sono adornati di lenzuola bianche e festoni colorati. Le campane di ogni chiesa della città hanno preso a suonare a distesa e non hanno ancora smesso mentre scriviamo queste righe.
Il traffico, già nelle prime ore del pomeriggio, è divenuto caotico. Ma è con il passare delle ore che la situazione è degenerata in un ingorgo monumentale, probabilmente il peggiore che una città del Meridione abbia mai conosciuto. Dall'intero Sud Italia sono partiti autobus, treni speciali e persino aerei carichi di persone desiderose di rendere omaggio al neonato prodigioso. La prefettura ha confermato che almeno centocinquanta autobus provenienti da Cosenza, Reggio Calabria, Crotone, Lamezia Terme, Matera, Potenza e Taranto sono giunti in città tra le sedici e le diciannove, intasando ogni via di accesso e trasformando la statale 106 in un serpentone di lamiere immobile sotto il sole di agosto.
Le Ferrovie dello Stato hanno disposto quattordici treni straordinari sulla tratta Reggio Calabria-Catanzaro e otto sulla linea proveniente da Napoli. La stazione ferroviaria cittadina, progettata per accogliere un traffico modesto, si è trovata a gestire un flusso di viaggiatori paragonabile a quello di una metropoli. Uomini, donne, bambini, anziani con il vestito buono della domenica: tutti in fila, tutti sorridenti, tutti con un solo pensiero. Vedere il bimbo bellissimo.
All'aeroporto di Lamezia Terme, il più vicino scalo alla città, le autorità aeroportuali hanno segnalato l'atterraggio di ventisette voli non programmati provenienti da Palermo, Bari, Cagliari, Catania e persino da Alghero. Le piste sono state chiuse al traffico ordinario alle diciotto, quando un bimotore proveniente da Trapani ha dovuto effettuare un atterraggio d'emergenza su un campo adiacente per l'impossibilità di accedere alla pista principale, interamente occupata da velivoli in attesa di un posto libero.
Il questore di Catanzaro, dottor Vittorio Ferrante, ha dichiarato lo stato di emergenza per la viabilità urbana ed extraurbana. Tutti gli agenti disponibili, compresi quelli in ferie, sono stati richiamati in servizio. I vigili urbani, coadiuvati da reparti dei Carabinieri e della Polizia di Stato, hanno tentato invano di regolare il traffico lungo le arterie principali, ma la massa di veicoli e di persone a piedi ha reso ogni sforzo insufficiente. In Piazza Matteotti, dove solitamente transitano a malapena una dozzina di automobili all'ora, i vigili hanno contato oltre milleduecento veicoli fermi contemporaneamente.
Il viale che conduce all'ospedale è stato chiuso al traffico privato già alle sedici e trenta, ma i pellegrini hanno proseguito a piedi, formando una processione spontanea lunga quasi tre chilometri. Le testimonianze di chi è riuscito ad accedere al reparto maternità parlano di un neonato che sfida ogni descrizione. Il dottor Alberto Ferrara, primario di ostetricia, che ha assistito personalmente al parto, ha rilasciato una breve dichiarazione ai cronisti assiepati nell'atrio dell'ospedale: «I lineamenti, la proporzione del viso, gli occhi: tutto in lui sembra disegnato da una mano divina. Persino le infermiere, donne abituate alla quotidianità del reparto, si sono fermate in silenzio, incapaci di distogliere lo sguardo.»
La madre del neonato, una giovane donna catanzarese, riposa serena nella sua stanza, vegliata dai familiari e da un numero crescente di mazzi di fiori che continuano ad arrivare da ogni parte d'Italia. Telegrammi di congratulazioni sono giunti dal Vaticano, dalla Presidenza del Consiglio, dalla Regione Calabria e da innumerevoli sindaci di comuni del Mezzogiorno. Il sindaco di Catanzaro, raggiunto dalla notizia mentre si trovava in vacanza a Soverato, è rientrato precipitosamente in città e ha annunciato che il Consiglio comunale si riunirà in seduta straordinaria domani mattina per deliberare il conferimento della cittadinanza onoraria al neonato.
Nel frattempo, la città vive una notte che nessuno dimenticherà. Le strade sono ancora gremite. Dalle finestre aperte proviene musica. I venditori ambulanti, prima di serrare i loro banchi in ottemperanza al decreto presidenziale, hanno distribuito gratuitamente le ultime scorte di granite e gelati alla folla. Le fontane di Piazza Prefettura sono state illuminate con luci colorate. Un gruppo di musicisti improvvisati ha trascinato centinaia di persone in una tarantella collettiva che si è protratta fino a tarda sera.
Catanzaro non ha mai vissuto nulla di simile. La Calabria non ha mai vissuto nulla di simile. L'Italia intera, a dire il vero, fatica a ricordare un moto di gioia popolare così spontaneo e travolgente. Mentre il sole tramonta sul Golfo di Squillace e le luci della città si accendono una dopo l'altra, una sola certezza accomuna tutti coloro che si trovano qui stasera: il 22 agosto 1972, a Catanzaro, è nato un bambino bellissimo. E niente, da questo momento in poi, sarà più come prima.